Il
tuo corto è originalissimo nella sua realizzazione,
con la struttura del film-nel-film. Prima il TG parla di "b
same" e del suo regista scomparso, poi parte il film.
L’idea
del TG che contenesse il messaggio e lo presentasse attraverso
la formula dell’edizione straordinaria mi è stata suggerita
dalla vicenda che nel 2006 ha coinvolto il mio primo cortometraggio
b same, la cui pubblicazione
è stata preclusa dal diniego immotivato da parte di
una tra le più potenti case discografiche americane
della concessione del diritto di sincronizzazione di un brano
musicale utilizzato per la colonna sonora: una congiuntura
avvilente che da un lato mi ha costretto a ritirare l’opera
da concorsi e rassegne, dall’altro ha costituito il substrato
concettuale alla base di (torna) b
same che, in definitiva, è la conseguenza naturale
(e direi necessaria) di b
same. Da qui, la struttura del film nel film, l’edizione
straordinaria dedicata all’evento scandaloso.
Come
è nata l’idea di far interpretare a dei giocattoli,
a dei pupazzi la tipica situazione Lui – Lei – l’Altro?
Le motivazioni
sono senz’altro molteplici: innanzitutto, parto dall’osservazione
di ciò che mi circonda (e la mia casa è colma
delle tracce del mio passato, quindi anche i giocattoli che
possedevo da bambino); poi, il fatto di essere io profondamente
legato agli anni ‘70 ha certamente determinato la scelta di
quegli attori piuttosto che altri. Quindi, chi meglio del
mostro verde avrebbe potuto incarnare l’icona del dominio?
Così come la bambola vamp è sin da subito risultata
perfetta per il ruolo del premio ed il pinocchietto sgangherato
per quello della disfatta.
Ma
alla fine allora anche gli esseri umani sono pupazzi? O forse
i giocattoli possono essere più vivi di noi?
Ritengo
che la lettura di (torna) b
same sia squisitamente soggettiva, con riguardo tanto
al messaggio conduttore, tanto e soprattutto in relazione
alla varietà di messaggi subliminali di cui l’opera
è portatrice. Certo, può essere pericoloso –
per noi – ritenere di incarnare sempre e comunque il cliché
del burattinaio, trascurando quel valore che mi auguro non
sia mai perduto: il valore dell’umiltà.
Nel
tuo corto c’è anche una critica al mondo dello spettacolo
di oggi? Magari oggi sotto i riflettori ci sono troppe facce
di plastica?
Non escludo
che questa possa essere una delle possibili sub-letture delle
quali è suscettibile (torna) b
same, ma sinceramente non ci ho pensato. Di certo vi
è che sono molto lontano dalla televisione, dai suoi
attuali contenuti che devo dire non mi appassionano, al punto
da dedicarle pochissimo del mio tempo, con l’avvertenza doverosa
che ove si sappia scegliere con scrupolo, anche la televisione
di oggi è in grado di fornirci prodotti apprezzabili
dal punto di vista dello spessore contenutistico. Ammettendo
comunque una generalizzazione, personalmente preferivo la
televisione di qualche anno fa.
Tu
sei anche l’autore della colonna sonora originale di "(torna)
b same". Ci puoi dire qualcosa in proposito?
In effetti
io sono l’autore di Cucullus, uno dei temi musicali
di (torna) b same; la
colonna sonora è stata realizzata dal maestro Gaetano
Di Giorgio, con il quale collaboro ormai da tempo. In
corso d’opera, ci siamo accorti che si andava instaurando
un legame sempre più profondo tra la tessitura musicale
e l’intreccio narrativo del film. La musica di Gaetano Di
Giorgio si è rivelata una scelta estremamente felice
perché ha consentito facili identificazioni con immagini
ora poetiche, ora deliranti e vertiginose.
Doveroso ricordare l’ottima consulenza musicale di Marisa
Mangano, oltre che dello stesso Di Giorgio, fondamentali
nella fase di postproduzione del film.
Progetti
futuri?
La PsychoLand
sta attualmente lavorando a un nuovo progetto nato da un’idea
di Gaetano Di Giorgio: le riprese inizieranno in primavera,
ma per quanti intendessero gustare un assaggio, il promo del
film è già da qualche giorno on line su psycholand.it.
Tra le partecipazioni, sono particolarmente lieto di poter
contare sulla collaborazione di Jack
Calabrese nel ruolo del protagonista, Jack Jaguar,
così come di tanti amici attori non professionisti
che vorranno seguirmi nella narrazione di questa nuova visione.
Il film sarà girato ad Acquedolci, il mio paese che
si affaccia sul Tirreno a metà strada tra Palermo e
Messina ed il cui territorio offre risorse e paesaggi di una
bellezza portentosa. Basti pensare che proprio ad Acquedolci,
nella grotta di San Teodoro, è stata ritrovata
Thea, la donna millenaria di cui giusto in questi
giorni si sta tanto parlando in televisione.
Nel cast tecnico, oltre a Marisa Mangano, Gaetanto Di Giorgio
(autore della colonna sonora) e Marco
Petri che in (torna) b
same ha fornito la sua preziosa consulenza multimediale,
anticipo la presenza di Angelo
Formica (in qualità di direttore della fotografia),
Giancarlo Elmo (assistente alla regia).
Quindi, ancora un po’ di pazienza e… niente paura, stiamo
arrivando!
Grazie
e in bocca al lupo ad Iarumasami!