| |
Considero
la realtà di un web in fermento continuo e incontrollabile:
blog, forum, siti tematici più o meno significanti rivelano
una crescita esponenziale delle risorse disponibili e – insieme
– della varietà (e complessità) dei contenuti.
Già da anni ci confrontiamo, dunque, con una sorta di
sterminata officina multiforme delle opportunità, le
cui offerte spaziano dal necessario all’assolutamente insignificante
e dal cui interno remoto il bene e il male demoltiplicano i
propri collegamenti.
Già
alla luce di questa prima elementare riflessione, tanti potrebbero
legittimamente giudicare superfluo – se non addirittura un'inutile
velleità – aggiungere a tanta abbondanza un piccolo opificio
in sede distaccata. PsychoLand?
La succursale acquedolcese del già visto e sentito,
niente di originale, insomma. E poi, in fin dei conti, se nemmeno
le soluzioni grafiche sono tutta 'sta novità, dov'è
la differenza rispetto al resto? Ebbene, ciò che distingue
la PsychoLand
dal resto sono le persone. Non solo: senza le persone, la PsychoLand
non esiste.
L'obiettivo
del progetto, pensato nel 2006, era quello di organizzare e
promuovere un luogo d'incontro (e confronto, senza recinzioni
o barriere) dove chi vive di visioni potesse condividerle; uno
spazio, dunque, dedicato a chi sente la vita ch’è breve
e che scoppia, giorno per giorno; a chi sa quant’è bello
dire in silenzio di quell’interno frastuono, con tutto il sollievo
d’un buen retiro affatto invasivo, giammai soverchiante
o violento. Parlatori di niente, poeti del sonno, pittori d’acqua
e di vino di primo mattino, nell’officina trovano asilo. Ecco
perciò chi viene alla PsychoLand,
ecco dunque di chi è questo spazio: tuo, che in televisione,
tra novantanove canali scegli quello con l’effetto neve che
non si vede niente; o tuo, che con una parola imbastisci un
trattato; tuo, che languisci allo stop mentre il pianeta è
una trottola fumante; e tuo, sì, anche tuo che sei solo
di passaggio, quando un momento ti fermi e senti.
Le
creature che già popolano la PsychoLand
– che a breve Vi presenterò – alla cadenza della similitudine
condividono l’impellenza di fare, l’idea che se pure il tempo
è finito non lo sono certo la bellezza e l’amore. Pittura,
letteratura, cinema, musica, teatro, fotografia sono opportunità
– tra loro diverse, ma giusto come il volo e la poesia, pur
tutte ugualmente necessarie – per contemplare la bellezza e
confrontarsi con essa.
Ad
oggi, la PsychoLand
è:
–
Elisa
Bonamore: giovane traduttrice romana, cura le versioni
in lingua giapponese della Psycholand Pro., la divisione
di produzione dell’officina;
– Ettore Colletto: fotografo d’arte di Sant'Agata
Militello (ME) (www.ettorecolletto.it);
– Gaetano
Di Giorgio: da Acquedolci (ME), è compositore
onirico, architetto, appassionato teorico della Robotica mistica;
– Carmelo
Elmo: inesauribile, straordinario maestro ceramista
di Santo Stefano di Camastra (ME);
– Angelo
Formica: artista multiforme che vive tra Milazzo
(ME) e Milano, è votato alla ricerca ed alla sperimentazione
in vari campi quali illustrazione, scultura, fotografia, video,
installazione (www.uomoallafiinestra.it);
– Marisa
Mangano: dentro a una donna tanto necessaria quanto
discreta e sbadata (quale incanto), amante dei silenzi e delle
ombre di Acquedolci, si catalizzano consulente musicale, traduttrice
in lingua francese, assistente al montaggio e alle produzioni
cinematografiche della Psycholand Pro.;
– Marco
Petri: romano, esperto del settore informatico
e videotecnico, è il consulente multimediale dell’officina
(www.explore-mm.it);
– Vittorio
Rombolà: vulcanico poeta, cantante e cabarettista
romano (www.vietato-fumare.it);
– Iarumasami
(aka Antonio Giuseppe Valenti);
– Nino
Valenti: coltiva poesia ed affabulazione sulle
sponde del Tirreno, ad Acquedolci.
Se
visitare la PsychoLand
è semplice, ancora più facile è farne parte.
Basta scrivere ad info@psycholand.it,
senza alcuna formalità: potrai raccontarti attraverso
le tue opere, le tue follie, le tue visioni. I tuoi silenzi.
Attraverso la tua semplicità. Liberamente.
Augurandomi
di poterVi accogliere presto all’interno dell’officina
e nel rinnovare l’appuntamento con questa rubrica sul prossimo
numero di Omnibus,
ho il piacere di lasciarVi con due componimenti poetici: Il
giuoco delle parti, in dialetto romanesco, tratto da "…i
colori di uno zingaro" – Edizioni Aletti 2007, di
Vittorio
Rombolà; ‘A terra è ‘nu prisepi,
in dialetto siciliano, del nostro Nino
Valenti.
Buona
lettura.
|
|