| |
Il
secondo appuntamento teatrale dello Spicuzza arriva direttamente
dalla trasmissione televisiva Zelig:
sabato 12 dicembre Paolo Migone, con
il suo inconfondibile camice bianco e l’occhio dipinto
di nero, metterà in scena Completamente
spettinato, uno spettacolo dalle forti suggestione
e dai forti picchi emotivi in cui l’artista mette in scena,
in chiave autobiografica e attraverso il filtro della
sua comicità corrosiva, le difficoltà di
relazione e di comunicazione col mondo, che caratterizzano
la vita quotidiana in generale, e in particolare con l’universo
femminile.
Sabato
19 dicembre sarà la volta di Dentro
le mura con Stefania Zappalà
e Alessio Barone, per la regia di Antonio
Bonanno. Si tratta di due monologhi in cui due giovani
personaggi, apparentemente perdenti e soffocati dalle
mura di una città bellissima e spietata, cercano
di emergere, di attuare la loro personalissima vittoria.
Non si incontrano, ma si sfiorano solo attraverso il proprio
dramma. Il primo monologo, Natale a Croceverde,
interpretato da Stefania Zappalà, ha ottenuto lo
scorso aprile il premio per la migliore interpretazione
nell'ambito de Il Monologo e i suoi Linguaggi,
Rassegna Nazionale di Arti performative, Roma - Associazione
Sinestesia.
Dopo
molte fortunate esperienze televisive torna a Palermo
domenica 31 gennaio Gene Gnocchi in Cose
che mi sono capitate. L’artista emiliano
si cimenta in questo nuovo monologo scritto da Francesco
Freyrie e Eugenio Ghiozzi in cui, stralunato, irriverente
e ai limiti dell’assurdo, rifletterà, chiuso all’interno
di un’auto in balìa degli spazzoloni rotanti di
un autolavaggio, sulla sua vita e sulle cose che gli sono,
appunto, capitate: dalla nascita del figlio ventriloquo
al rapimento subito dalla mafia russa.
Il
cartellone del Teatro Spicuzza proseguirà sabato
20 febbraio con Tosca D’Aquino e Sebastiano
Somma in Io Eduardo De Filippo,
un omaggio al grande interprete napoletano fatto di frammenti
di commedie, schegge di poesie del grande autore, canzoni
da lui immaginate, ricette da lui adorate, aneddoti del
tutto inventati, incontri realmente avvenuti, contrasti
violenti, rumore e silenzio. Comicità,
frizzi, lacci e turbamenti del Novecento, fra il sotto
conversare tinta-unita del teatrante ed il grido variopinto
dei futuristi, il tutto condito dalle musiche di Eugenio
Bennato.
Maddalena
Crippa sarà invece l’interprete, sabato
27 febbraio, di E pensare che c’era il pensiero,
uno spettacolo culto per molte generazioni, nato dal genio
di Giorgio Gaber e Sandro Luporini. Un titolo che segna,
insieme ad altri grandi titoli gaberiani, un preciso spartiacque
sul fare e pensare teatro e che rappresenta forse il punto
più alto dell’opera della coppia.
Sabato
13 marzo la comicità surreale di Lillo
& Greg sbarcherà allo Spicuzza con
Sketck & Soda che racchiude
alcuni tra gli sketch più divertenti dell’ultima
produzione del duo, anche questa volta in equilibrio tra
la comicità surreale, il grottesco ed il cinico
umorismo. Lo show passa con scanzonata leggerezza dalla
satira (della coppia, dell’alienazione da call center,
della brama del successo) a territori surreali (loop spazio-temporali,
sogno e realtà) con ritmo veloce, ma non troppo.
Sabato
10 aprile chiude la stagione 2009-2010 del Teatro Pippo
Spicuzza Uomini e donne, un
nuovo monologo brillante, firmato e interpretato da Gerardo
Di Liberto, che confronterà il funzionamento
dei cervelli umani, sottolineando le differenze tra quelli
femminili e quelli maschili.
Anche
quest’anno il Teatro Pippo Spicuzza si riconferma “polifunzionale”,
aperto cioè, a tutte le tipologie di arte, come
un contenitore. In particolare, il primo piano del teatro
ospiterà la mostra fotografica permanente The
beauty of the scrawl di Iarumasami
(all’anagrafe Antonio Giuseppe Valenti), scrittore, fotografo,
videomaker indipendente, disegnatore e grafico, VisionArt
Director della PsychoLand e direttore artistico dell’Acquedolci
Independent Film Festival (AIFF), concorso internazionale
per cortometraggi indipendenti certificato Top Video da
Tutto Digitale. A svelare il teorema alla base dell’esposizione
fotografica The beauty of the scrawl è
lo stesso Iarumasami nel suo racconto Alcune considerazioni
sulla bellezza dello sgorbio: "Quanto lontano
si può fuggire da qualcosa che si ha dentro? Una
critica mossa al come, la mia, giammai al perché,
nel momento in cui capisco quanto sarebbe sciocco pretendere
di disegnare un airone o una stella, o una mano, adesso
che il tratto si è avviato verso una forma diversa
e tuttora imprevedibile. Sarà forse vero che arrivati
a un certo punto non si può tornare indietro. Se
invece fossi ancora in tempo, se anche solo stanotte,
durante il mio viaggio fin qui la mia memoria, forte della
bellezza che c’è nel non sapere quel che verrà
dopo, deficiente perfino nel mettere a fuoco il passato
di competenza, se la mia stessa memoria mi avesse interrogato
su cosa desiderassi più di tutto, non avrei esitato
un momento: un foglio nuovo, bello pulito e bianco, senza
punti da unire".
Tra la trasgressione formale dell’opera aperta e la mutevolezza
e l’arbitrarietà dell’illusione, l’opera di un
fotografo che svela al pubblico il senso della propria
autorialità, laddove, consapevole della non assoluta
autosufficienza ed autoreferenzialità dell’immagine
fotografica ai fini della significazione, presenta se
stesso come un "assemblatore di visioni".
Prenotazioni,
informazioni e prevendite reperibili sul sito www.tickettiamo.it
o al numero 091.6374626; gli abbonamenti costano 170 euro
(intero) e 130 euro (ridotto, under 25, over 60 e carte
sconto).
|
|