| PREVIEW,
SHOTS & FRAMES |
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| Paolo
Geremei |
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| BIO-FILMOGRAPHY |
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Paolo
Geremei si è laureato al DAMS
di Roma con una tesi sul cinema americano degli
anni Settanta, poi ha iniziato a lavorare nell’audiovisivo.
Inizialmente, sia come montatore video presso
una scuola di cinema che come critico su riviste
cinematografiche per il web; poi come segretario
di edizione, aiuto regista e regista. Ha collaborato
con numerosi registi italiani e stranieri, tra
i quali i F.lli Taviani, Renato De Maria, Leone
Pompucci, Andrea Manni, Stefano Sollima, Pasquale
Pozzessere, Patrice Leconte ed altri. Come regista,
ha diretto la seconda unità del film TV
Mork e Mindy di Stefano Sollima e degli
spot per Playboy Italia ed Enel
(2009), un cortrometraggio (Era ora,
2005), un videoclip (La canzone del falò,
dei Rino Ceronti, 2007), un documentario (Parigi,
ore 03:30, 2000) e altri video. Nel 2007
ha fondato la società indipendente Bandamiranda.
Attualmente, sta preparando un documentario sul
calcio romano e sta scrivendo la sceneggiatura
del suo primo lungometraggio.
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| NOTE
DI REGIA |
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Il film racconta i tentativi, da parte di un gruppo
di persone tra loro sconosciute, di far partire
un’automobile ferma nel mezzo di un deserto. Un’automobile
americana. Una situazione ai limiti del surreale
ma nella quale tutto ciò che avviene ha
un senso ben preciso. Le conseguenti dinamiche
che si generano tra i protagonisti, fatte di curiosità
prima e di violenza poi, rievocano altro: Rossa
Super è senz’altro un film metaforico.
Ogni personaggio si presta infatti ad un’interpretazione
simbolica: la bambina dalle scarpe a stelle e
strisce; il benzinaio arabo che vuole vendere
il proprio petrolio; il giovane yankee fomentato
oltremodo con l’azione; il pacifista che vorrebbe
andare via; il saggio in contatto con qualcuno
che da casa lo consiglia su come agire. Si sporcano
le mani di grasso, ma si stanno sporcando di sangue.
Anche l’indefinibile collocazione temporale e
l’isolamento desertico della pompa, i cui colori
ricordano quelli di una nota compagnia americana
di carburante, contribuiscono alla definizione
quasi metafisica della messa in scena. Il genere
del film, a voler cercare una sua collocazione,
si situa a metà strada tra il teatro dell’assurdo
e il western moderno.
Lo
stile del film è al servizio della storia
e dei personaggi: ho realizzato Rossa Super per
far arrivare un messaggio e non per divertirmi
con la macchina da presa (cosa che ovviamente
ho fatto comunque). Dopo aver dato agli attori
le indicazioni di base, li ho lasciati liberi
per poi muovermi di conseguenza. Avendo ben chiaro
lo stile e il tono che il film avrebbe avuto,
ho preferito una regia meno leziosa e più
fluida, che permettesse cioè di far arrivare
facilmente il testo e il sottotesto insiti nella
narrazione.
Questa “semplicità” solo apparente è
il frutto di un lungo e costante lavoro di preparazione
e collaborazione con gli attori e con gli altri
membri della troupe, dal direttore della fotografia
al montatore, dallo scenografo all’autore delle
musiche. Ciascuno ha contribuito in maniera determinante
alla realizzazione di Rossa Super.
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