| |
Villa
Piccolo, Capo d'Orlando (ME), venerdì 3 agosto 2007
«...da
questo complesso gioco combinatorio ricco di invenzioni che trovano
in certa cosciente ripetitività il proprio inconfondibile
emblema, nasce una sorta di meccanismo contrappuntistico che produce
nel lettore una fortissima sensazione di “continuità” nel
tempo e di “contiguità” nello spazio. Grazie a questa percezione,
lo scenario multiforme, da quell’insieme caotico di oggetti, presenze
e luoghi diversi come ci appare all’inizio della lettura, diviene
un unico ambiente articolato, addirittura si trasforma in un insieme
organico, connesso da cablaggi e tubazioni che dalla cucina della
protagonista giungono fino allo studio del dottore, quindi uno
spazio e un tempo percorsi univocamente da rumori, odori e flussi
senza soluzione di continuità e – come dicevo – contiguità».
Leggi
il testo
integrale dell'intervento di Valenti.
|
|