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Mi ha davvero divertita. Grazie!!!
Vale, 26 gennaio 2007 (fonte:
www.cortometraggi.com) |
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Hai una brioche al posto
del cervello.
anonimo (fonte: www.cortometraggi.com) |
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Geniale la simbiosi fra musica e immagini,
perfettamente inquietante sia l'inizio che l'utilizzo delle bambole...
Valentina Sassari (fonte:
www.cortometraggi.com) |
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Bel montaggio e realizzazione.
Complimenti!
prog (fonte: www.cortometraggi.com) |
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Anche se è una trama scontata è
fatto meglio degli altri che ho visto su questo sito....bravi
anonimo (fonte: www.cortometraggi.com) |
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Enigmatico è dire
poco, è poco dire enigmatico?
x (fonte: www.cortometraggi.com) |
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bello e basta !!! davvero
claster (fonte: www.cortometraggi.com) |
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b same?? Ostenta quella mancata
rivalsa che, in fondo, i "burattini in carne ed ossa",
perennemente in lotta, cercano nella vita. Inquietante!
Luca P., 6 settembre 2006 (fonte:
www.arcoiris.tv) |
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Caro Antonio, non sono certo in grado di poter
esprimere un giudizio critico su questo tuo lavoro. Ti assicuro,
comunque, che il cortometraggio che ho attentamente .... gustato,
riesce ad attrarre inequivocabilmente l'attenzione di chi lo osserva
con gli occhi attenti .... dell'animo! Bravo! In bocca al lupo
per i prossimi progetti.
Gianni Petitta, 1 settembre 2006 (fonte:
www.arcoiris.tv) |
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Complimenti Antonio! Abbiamo
saputo del 1° posto alla Retrospettiva Sys 2006... fantastico!
Un riconoscimento che b same senz'altro si è meritato:
la ricerca nel linguaggio, il ritmo coinvolgente, l'inquietudine...
che dire? Continua così!
Anna, 10 agosto 2006 (fonte:
www.arcoiris.tv) |
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Be same - Forse l’umanità non ha ben
interpretato il proprio ruolo. Quello di Antonio Valenti è
impersonare lo stupefatto testimone che si accorge della imperdonabile
mancanza nei confronti della vita da parte della coscienza che,
impigrita di fronte all’ardua ascesa verso il sublime, banalizza
la vita della razza umana con una guerra continua, combattuta
in nome della superficialità. Antonio ci dice: coraggio,
ce la possiamo ancora fare.
Gaetano Di Giorgio, 10 agosto 2006 (fonte:
www.arcoiris.tv) |
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Caro Antonio, è bello
sulla fiducia. Ad maiora!
Tino, 7 agosto 2006 (fonte:
www.arcoiris.tv) |
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b same di corto ha solo la durata. Ciò
che esso esprime oltrepassa i limiti dell'immaginazione, spingendoti
alla riflessione e, quindi, alla scoperta di quei valori che di
solito si disperdono nella prolissità del messaggio. I
tuoi pupazzi e marionette parlano al cuore e lasciano il segno.
Nino, 5 agosto 2006 (fonte:
www.arcoiris.tv) |
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Un gioco di luci ed ombre,
movimenti suadenti e brusche accelerazioni che pienamente interpretano
i sentimento altalenanti - a tratti opprimenti ed a tratti esaltanti
- che pervadono l'animo di chi, gioco forza, svolge il ruolo del
"terzo incomodo" nel triangolo amoroso che, giustamente,
l'autore di questo corto ha definito "lui, lei, l'altro".
La brusca risoluzione interiore che persuade "l'altro"
- in extremis - a sfidare il rivale ed intraprendere la folle
corsa per frapporsi agli sposi nel momento dell'idillio, esalta
il sentimento puro elevandolo a vette d'intensità tali
da giustificarne l'audacia. Il finale, amaro per quanti - come
il sottoscritto - si sono lasciati coinvolgere dall'atmosfera
e dalla musica (ottimamente scelta dall'autore) di questo corto,
sembra lasciare intendere che tale intensità di sentimenti
è raggiungibile unicamente in stati di onirico smarrimento
(il protagonista dorme...). E' incredibile cosa sia riuscito a
fare, con tre pupazzi ed pochi altri giocattoli, l'autore che,
in conclusione, si permette di ricordare a tutti che è
terminato il momento del gioco e di tornare alla realtà...
OTTIMO!
Francesco Caiazzo, 2 agosto 2006 (fonte:
www.arcoiris.tv) |
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Bello, veramente bello! Complimenti, Antonio,
mi hai stupita! Sebbene penalizzato dalla bassa risoluzione che
è possibile visualizzare in fase di streaming e/o download
(ho provato entrambi), mi è parso subito innovativo: non
sono un'addetta ai lavori, ma non ho mai visto utilizzare dei
pupazzi in questo modo. Sebbene l'atmosfera sia un pò noir,
mio figlio (che ha soli 5 anni) l'ha visto e rivisto (dopo il
download)... non so cos'abbia compreso, ma mi ha chiesto: "chi
si è sposato?" Credo sia sembrato più normale
a lui che a me il fatto che Barbie abbia sposato Hulk... Scherzi
a parte: l'atmosfera è pervasa da sentimenti struggenti,
all'inizio ha l'aria di essere uno di quei filmetti del solito
sfigato di turno sempre solo e senza ragazza (sebbene, conoscendoti,
so che non è così!) Ma l'evoluzione è davvero
geniale: il ritmo incalzante con cui si alternano i volti dei
3 protagonisti (...protagonisti???) che, al limite dello spasmo,
vira nella stasi del sogno è molto ben fatto e riuscito
(quel funerale al rallentatore, poi, mentre al lato scorrono le
immagini col filtro rosso... a dir poco imprevedibili.) Ho provato
pure a collegarmi al tuo sito www.antoniogiuseppevalenti.it: è
ben costruito, se l'hai realizzato tu (come sostieni) comprendo
come tu abbia fatto a partorire un'idea del genere. Un consiglio
: continua così ~ AD MAIORA. Un'amica.
Oriana, 3 agosto 2006 (fonte:
www.arcoiris.tv) |
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Probabilmente il mio commento
non può dirsi genuinamente obiettivo (per il semplice fatto
di essere stata l'aiuto regista in b same), ma desidero ugualmente
esprimere il mio più intenso sentimento: esso mi ha costantemente
accompagnata tanto durante le riprese, nel semibuio della location,
quanto durante la visione del finito. Una pena latente, nell'inevitabile
processo di mia immedesimazione con la parte debole (Pinocchio),
classicamente in attesa di riscossa. Ti rimprovero soltanto una
cosa: di avere girato il finale senza di me. Perdonato: sei il
mio CLIMAX.
Marisa Mangano, 4 agosto 2006 (fonte:
www.arcoiris.tv) |
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Caro Antonio Giuseppe, sono lieto che un provetto
burattinaio come lei abbia apprezzato il teatrino in cui ho fatto
prendere forma alla mia piccola storia. Mi sento per questo obbligato
- e in parte onorato - a ricambiare il suo attento giudizio sulla
mia opera. Entrambi, in qualche maniera, siamo dei cantastorie,
dei bugiardi, degli imbonitori senza pietà. E se facciamo
tutto questo è perchè infondo ci piace raccontare,
metterci in mostra, pavoneggiarci. E nel farlo ricorriamo molto
spesso a tecniche spettacolari, alte, ma al tempo stesso così
vicine alla nostra sensibilità. L'uso che lei fa della
luce nel suo conrtometraggio è davvero ammirevole: i tagli,
le intensità, le variazioni cromatiche... meravigliose!
Nulla è casuale... tutto è affidato al ritmo della
musica di fondo, alla libertà narrativa che è tipica
solo di certe forme di racconto (come il flusso di coscienza)...
dopotutto solo l'universalità di una storia può
permetterci di trasgredire le regole che ne stanno alla base!
E lei c'è riuscito... e in qualche modo anch'io! Scusi
la confidenza un po' spudorata, ma l'affinità intellettuale
e artistica è cosa assai rara! I nostri cortometraggi esaltano
il fascino paonesco e seducente della finzione, dell'inganno,
della mascherata. Le auguro buona fortuna e buon lavoro.
Giuseppe G. Stasi, 4 agosto 2006 (fonte:
www.arcoiris.tv) |
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