1.
L'IDIOMA DEL VILLAGGIO GLOBALE
La
costruzione dell’idioma del villaggio globale, penso debba
ritenersi una tappa obbligata verso un diverso modo di indagare
la Realtà.
Dalla nostra, abbiamo le macchine e l’annullamento delle
distanze terrestri. Contro di noi gli stereotipi e cosa
molto ardua da superare, il condizionamento del corpo fisico
che ci fa compagnia! È ormai provato che questo si
adatta a ciò che vogliamo noi; hai tu desiderato
approfondirti nello studio della matematica? Ora la si legge
persino nel tuo volto; vuoi cambiare e dedicarti al lavoro
nei campi? Dovrai adattarti, ma ci riuscirai, dovessi starci
tre generazioni.
La
mente e il corpo seguono le nostre scelte, dalla conquista
della posizione eretta nelle savane africane per potere
guardare al di là di esse, alla interdizione verso
la sensibilità mistica che caratterizza la persona
occidentale, specie in questi ultimi due secoli (in particolare
dalla Rivoluzione Francese in poi; penso che questa sia
stata forse il peggiore abominio ideologico degli ultimi
secoli: provocata dall'esasperazione del popolo francese,
la Rivoluzione risponde ad un'ottusa politica di una cinica
èlite in termini di ideali fintamente sociali:
delle autentiche mostruosità! Tali da determinare
una spirale di olocausti che ha interessato tutto il pianeta,
annichilendo spiritualmente e fisicamente interi popoli.
In proporzione, lo sterminio piu grande si è avuto
nella Cambogia di Pol Pot; nel suo farneticante progetto
politico, il dittatore si è ispirato per la sua rivoluzione
comunista direttamente alla Rivoluzione Francese: perse
la vita un terzo della popolazione cambogiana).
Al
massimo livello di perfezione, l'evoluzione ci regala il
corpo umano che è la meraviglia di noi stessi, attraverso
la sua celebrazione riusciamo a dedurre le più eleganti
silouettes dinamiche, ricche di simmetria nonché
di amorevole ricerca di perfezione, da sempre legata a ciò
che è "al di sopra di ogni nostra fantasia"
(Dio). [Erasmo da Rotterdam, Arcivescovo di Canterbury]
Ma
da dove proviene effettivamente il corpo umano? Il suo perfetto
adattamento al mondo fisico e la sua capacità di
interagire con esso sono equivalenti in tutti gli aspetti
della "Natura"? Esiste la possibilità di
un'ulteriore evoluzione verso Dio.
Le teorie che valsero il Nobel a Jacques Monod circa "il
caso e la necessità", alla luce delle più
recenti considerazioni, appaiono anacronistiche, superate.
È il caso, appunto, di cercare soluzioni in luoghi
apparentemente lontani dal problema , un po' come la muffa
e la penicillina tanto per intendersi, solo che in questo
caso è unicamente con l'interazione tra i linguaggi
che si può far luce sull'Enigma Infinito; connettere
insieme, in parallelo, non solo le conoscenze di tutta l'umanità,
ma la razza umana stessa. È proprio essa, testimonianza
d'infinito, il motore del mondo? Frammenti divini inconsapevoli
della loro natura?
È
l'istinto a propormelo, prima ancora delle considerazioni
razionali che sono, sempre prima per intuizione che per
logica, solo una percentuale della realtà. A questo
proposito aggiungo che per iniziare il lavoro di assemblaggio
degli idiomi, bisogna essere inclini a considerare senza
senso il termine SOVRANNATURALE in quanto probabilmente
È TUTTO UN MIRACOLO!