Commenti
del prof. Roberto Guidorzi
2.
LA MACCHINA MENTE
La
preghiera o più in generale gli stati di coscienza
alterati aprono porte verso realtà ignote ai più;
gli esempi sono tanti (ed uno, come mi hai narrato, lo hai
vissuto in prima persona). Pensa ai “miracoli” compiuti
dai santi sempre attraverso la preghiera e l’affermazione
che non loro ma l’Onnipotente li aveva compiuti attraverso
la loro intercessione. Restando su un piano più legato
alla realtà fisica, è noto come chi pratica
certe forme di yoga vada soggetto a fenomeni di levitazione
(vi sono persino episodi riportati dai giornali ed avvenuti,
anni fa, in una palestra di Roma). Ora, al di là
delle conseguenze pratiche (sostanzialmente assenti) si
tratta di fenomeni straordinari di interazione tra coscienza
e proprietà quasi sconosciute della “materia” (conosciamo
veramente la natura della forza di gravità? È
forse la “firma” dell’unità di Dio prima del Big
Bang?).
La tua intuizione sul canale che viene aperto non dalla
preghiera di per sè ma dallo stato mentale di chi
prega è profonda. Forse quello che ci separa dalla
realtà è davvero un muro di carta, ma è
dipinto così bene che lo consideriamo tutti come
invalicabile; la preghiera può aprire una porta in
quel muro?
Ma non è possibile barare (solo Dio potrebbe farlo);
è ben noto come chi pratica le forme più elevate
di yoga normalmente acquisisca certi poteri come essere
in grado di leggere nella mente degli altri, bilocarsi e
così via. Ma guai ad utilizzare questi poteri per
fini personali o anche solo a compiacersi della loro presenza;
spariscono immediatamente. Se poi si praticano le discipline
yoga proprio per acquisire questi poteri, non si otterrà
nulla indipendentemente dagli sforzi fatti. Occorre insomma
un totale distacco da ogni finalità individualistica
(puoi usare i poteri solo per gli altri, mai per te stesso).
Il cosiddetto paranormale è considerato tale dalla
scienza ufficiale solo perché non rispetta il canone
“scientifico” della ripetibilità (in realtà
rispettato solo in maniera grossolana e statistica anche
dai fenomeni considerati “scientificamente provati” ma tant’è,
alla scienza ufficiale basta questo, se una cosa poi non
la puoi spiegare la neghi – vedi certe esternazioni anche
di “scienziati” famosi – oppure, in altri tempi, cerchi
di ammazzare chi ne sa più di te e non riesci a confutare
– è successo al povero Malpighi che un “collega”
cercò di fare ammazzare (si salvò solo perché
creduto morto) perché sosteneva che i polmoni servono
per respirare invece che, come era “ben noto alla scienza”
per “riempire” la gabbia toracica...
Naturalmente occorre stare in guardia e distinguere visionari
ed imbroglioni (certamente tantissimi) dalle persone oneste,
ma negare ciò che non si sa (attualmente) spiegare
non mi sembra un atteggiamento scientifico.
Ma ritorniamo alle apparenti dualità, coscienza,
materia, energia. I confini tra materia ed energia diventano
sempre più tenui man mano che la conoscenza progredisce,
domani potrebbe accadere qualcosa di simile con coscienza
e volontà e dietro le quinte si ricomporrebbe l’immagine
di Dio. Forse il Big Bang è stato solo un task e
la Creazione un gigantesco puzzle che l’Umanità ha
il compito di ricomporre; magari, come tu intuisci, potrebbe
anche riuscirci (prima o poi).