Sul
vecchio muro della chiesa antica
scolpisce un fiume ambrato una lumaca,
un fiume senza meta, stravagante
che sale e scende verso la sorgente,
mentre su d’esso, con i raggi il sole,
disegna gemme e grappoli di perle.
E navigando
lenta su quel fiume
la lumachina ondeggia sulle onde
e come vecchia barca alla deriva
muove le antenne, scruta l’orizzonte
e sola va, dove la porta il cuore.
Ma forse
ignara del suo lungo viaggio
o perché stanca della lunga ascesa
si chiude nel suo guscio traballante,
sente dall’alto un suono di campana
e all’ombra di una pianta rampicante
aspetta che la svegli la rugiada.
Un ragazzino
passa lì vicino,
la guarda un poco, quasi indifferente,
pigia sui tasti del telefonino,
di tutto il resto non gl’importa niente!
Poi l’alba
ridisegna la natura
e mentre lentamente la colora,
dal muro ridiscende la lumaca
e ondeggiando va sulla radura.
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