|
Sul
davanzale della finestra,
a Chernobyl,
triste ricordo di un vento di morte,
stecchito nella gabbia
un canarino bianco perde le penne.
Più
in là, sul divano di stoffa,
un trenino di legno e un gatto di panno
strizzano l’occhio al quadro,
appeso sul camino di pietra.
A Chernobyl
manca la gioia,
sono tristi anche i raggi del sole;
l’azzurro del cielo è diventato viola
sulle piante ed ora,
la rugiada sull’erba
abbevera solo nano-curie!
|