Un
giorno dentro l’aia due galletti
si misero a parlare del pavone
e per non far capire nulla al fattore
lo fecero con gesti e a becchi stretti.
«Sarà»
– diceva uno – «un grosso gallo,
piovuto sulla terra dalla luna?»
Diceva l’altro: «No! Per me è un uccello,
così a vederlo un po’ come cammina.
Non vedi
come apre la sua coda?
E quanti occhi tiene sulle penne?
Eh, si capisce, vuol seguir la moda
mettendo sulla testa anche le antenne.
Bisogna
convenirne, è molto bello,
ha eleganza, molta classe e stile,
ma vuoi che sia un gallo o sia un uccello,
è sempre un animale da cortile!»
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