Guardandomi
allo specchio una mattina
ho visto le sembianze di un leone,
mi son sentito il re della foresta.
Orbene,
dissi, allora non mi resta
che prendere lo scettro del padrone
e raddrizzare ciò che non cammina.
«Impongo
a tutti quanti la mia legge,
la legge del potere e del più forte
e come un buon pastore col suo gregge
decido nella buona e brutta sorte.»
Lo dissi
ad alta voce e lì vicino
il solito “grilletto parlatore”
mi sussurrò all’orecchio, con candore:
«Ti sei creduto un Re, ma sei un pulcino.»
Avrei potuto
far come Pinocchio,
spedirlo di filato al Creatore,
ma la vocina, di rimando lesta:
«I grilli, è meglio non averli in testa!»
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