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E
torno ancora indietro,
fra la nebbia dei ricordi,
a cercare qualcosa
e graffio la crosta del tempo
e varco la soglia
che suona d’antico rumore,
che sfalda umori di legno,
che sfuma nell’ombra
bagliori di luce rossastra.
Ed ora…
mi fermo a sognare,
sospeso nel vuoto profondo.
Avverto un rumore di passi
Suonare all’orecchio,
l’avverto di dentro, nel cuore.
Ascolto
in silenzio,
col fiato sospeso:
qualcosa si muove.
E vedo allo specchio
la vita che ho dato al mio tempo.
Poi… un lieve sussulto
e mi sveglio.
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