|
Per
te,
la musica è melodia;
per me,
è musica il tuo respiro.
Certo non è melodia,
per me,
la tua contestazione,
il tuo disappunto,
l’insofferenza, l’ira,
le grida, la rabbia
della tua contraddizione.
Certo, non sono note di musica,
per te,
le mie paternali,
i miei rimbrotti.
Assieme,
li ascoltiamo come rullii
assurdi, insopportabili,
striduli, inopportuni e
ci fanno scoppiare i timpani.
Ed è per questo che a volte
mettiamo le cuffie ed ascoltiamo
altra musica.
Musica lenta e roca,
musica soffocata, moderata.
La mia musica,
vecchia, paterna,
prima o poi ti arriverà dentro,
attraverso la pelle.
Allora avvertirai che
la volontà di contestarmi,
l’impeto con cui, a volte,
rifiuti i miei consigli,
sono la forza del tuo carattere
che da me è nato.
Ed anche tu, un giorno,
amerai e suonerai la mia musica.
Io, nel frattempo,
mi abituerò ad ascoltare la tua.
|