Il
progresso ti condusse là,
nel cimitero dei morti,
in formula uno, come se avessi fretta
e la tua identità appose,
sulla fredda lastra di marmo.
In quel
sacrario di ricordi sepolti,
il pianto dei vivi invoca la catarsi
che governa l’eterno ritmo del cosmo.
Il quadrante
si è fermato sul tuo tempo
e tu non cerchi la griglia dei partenti.
Ora... sei
fermo ai box,
sei andato fuori del tempo
e l’ape non trova il nettare
nelle tue corone d’alloro.
Addio Elio.
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