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Vorrei
salire in alto
e ritrovare la rotta dei miei ricordi,
i miei paesaggi, dove bambino
e poi fanciullo,
rincorrevo lucertole e farfalle
tra i prati e le bordure
che profumavano di rose.
Vorrei poter
vedere le cose
di quel tempo, quei luoghi
allora privi di cemento,
le facce sorridenti delle persone amiche,
i giuochi ed i falò
accesi nel cortile della vetusta chiesa,
vicino alla fontana di San Pietro.
Vorrei riascoltare
le storielle
che i nonni mi raccontavano
al lume di candela,
attorno al focolare sempre acceso
quando la grandine
ticchettava i vetri
e il tuono rimbombava nella valle.
Vorrei dimenticare
parte del dopo,
il marciume creato dal progresso,
le futilità che vedo stando fermo,
i rumori, il caos, il trasformismo,
i bagliori accecanti,
il frastuono dei portatili
e tornare fanciullo di quel tempo.
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