Un
alito di vento dal balcone
rimbalza sulla vecchia scrivania
e come barca lenta ch’è in balia
di una burrascosa mareggiata,
oscilla e si dimena tremolante
la mia serenità.
M’aggrappo
al bracciolo del divano
e cerco di frenare la paura,
ma poco stringe la malferma mano
e come vecchio ramo di stagione
ondeggia senza forza e senza freno
la mia senilità.
Poi vedo
te entrare dalla porta,
avverto che mi chiedi qualche cosa
e allora la mia mano si riposa,
come d’incanto cessa la paura,
ritorna in me il coraggio e poi riaffiora
la mia felicità.
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