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Sul
gradino
corroso dal tempo,
sull’uscio di casa,
triste vecchietta
scorri il rosario
con mano tremante.
Tu preghi
e ricordi
quando bambina
lisciavi i capelli
alla bambola rosa,
quando strusciavi
il tuo sasso
a forma di cuore,
quando graffiavi
col chiodo
il duro calcare.
Inciso è ancora
il tuo nome
e la data
di quando fanciulla
sognavi l’amore.
Ti scuote la vecchia
campana del borgo
che annunzia la sera.
Tu lasci il tuo scanno
di pietra,
tuo ultimo scopo di vita
e sogni soltanto
il domani. |