Graffiano i lembi terreni
spirali d’aneliti forti.
Disegni a lisca di pesce
sui cocci restano incisi.
E m’imbarco fra tanto stridore.

Remando, fatica il pietrame
ad accogliere il legno
vetusto, viziato
dal molle trasporto
d’un liquido incedere.

Se ora scendessi, annegar
non potrei tra le pietre
compatte.
Ma subito sono coperto,
per l’innaturale legge
che vuole ch’io sprofondi
per cercar la mia penombra.
E sotto la pelle del buio,
imparo a nuotare
nel sole.




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© 1994 PsychoLand ~ visions of elsewhere

Antonio Giuseppe Valenti

A Gaeta
Al Monviso
Amar mentendo
Amor d'esilio
Concerto per arpa solista
Dentro te
Il gioco della vita
Il mio cavallo
Il passato
Il quando e il quanto
Il sonno del cieco
Il tuo giorno
Interiora d'alice
Io
Io, il giorno e la notte
Io sono la mia scrivania
La bestia
L'amor che v'è in lei
La notte, la rana
La pietra
Lascia la vita
Luce dai lati
Morivere
Nella grotta, l'oscuro palpito
Paesaggio
Paguro Bernardo l'Eremita
Pietà
Pietra antica
Primavera atonale
Quando infine andrai
Scala Reale
Segreti perduti
Silenzio
Sotto i portici
Sotto la pelle del buio
Tutti e nessuno
Un amore grande