Oggi mentre tutti – te compresa – avete il cuore stretto, ecco le ragioni che fanno del mio petto una pergola spontanea, libellula leggera e vivace, una porta innanzi al mare.
È chiaro che la fine di chi senza colpa è chiamato t’appare adesso più che mai sciolta da qualsivoglia modello di giustizia, come pure sarà vero che ti sia sentita mamma sin dal primo giorno, quando l’iperbole ci era ancora ignota e troppo lungo il tempo e lontano. Ma vedi, malgrado io non possa sapere che voce ti salga dal grembo, da quel tuo piccolo immenso che pure standoti dentro è anche ben oltre e più in fondo, quel porticciolo di grazia così meticolosamente ristrutturato perché potesse offrire quanto più calore nell’attesa del primo approdo, seppure io non senta il benché minimo sussurro scalarti le viscere ma solo silenzio, ti assicuro che il mio naso mi è venuto incontro.
Nel giorno dei cuori afflitti, degli sterni chiusi, degli occhi che piangono, le bocche che vanno in cerca del punto, in questa sorta di mattatoio di casse di organi più o meno vitali sparsi qua e là, pavimenti sterili dove mani e budella si annodano, ecco che proprio il mio naso, nel suo piccolo, avverte qualcosa. È vero, vedere le cose ci coinvolge in maniera diversa, è forse più schietto; invece per sentire gli odori, c’è chi ha bisogno di aiuto, spesso ci vuole qualcuno che suggerisca un aroma, che ci sollevi la prospettiva a catturare un filo fragrante che sarebbe altrimenti smarrito.
Ecco il punto: oggi il mio naso non sente l’odore della morte. E che odore senti, allora? è giusto tu mi chieda. A nessuno è dato dire, men che meno a me, se il nostro Re puntino sarebbe stato piccolo o grande o mediamente figlio, eminente piuttosto che minimo niente, per il suo stesso tempo, i suoi stessi figli, anche solo per se stesso. Posso dire certo che io lo avrei abbracciato, l’avrei stretto e benedetto così come l’ho voluto. Come certo posso dire che, quando ti avvicini, la tua pancia, ingannevole e muta fino a domani, fa profumo di cannella, di una pianta che sta qua intorno e che un giorno coglieremo.

 

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La bellezza dello sgorbio

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Alcune considerazioni sulla bellezza dello sgorbio
Papà a Natale
Il Re puntino
Lettera elementale n. zero
Lettera elementale n. uno
Lettera elementale n. due
Lettera elementale n. tre
Lettera elementale n. quattro
Lettera elementale n. cinque
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