Non sei tu il mio diverso verso – così come invero al mio primo verso, prosaico al tratto ma di romantico interno, ho forse scioccamente ritenuto, trattenuto io stesso dal vischio di quel medesimo verso che è da me lontano appena un pugno di giorni chiusi. I giorni questi ultimi, il loro statico senso di sterile marcia sul posto, borderline di un’amarezza che dire di entrambi, piuttosto che di uno soltanto tra noi, non è curativo; la loro conformità ad una goccia d’acqua, ferma a mezz’aria tra una tegola e un selciato, che non ha prospettiva di affluente né siccità, ecco qua, mio chiarissimo mistero qual tu sola resti, che proprio quelli, gli indimenticati giorni, ancor più d’essi le violenze dolcissime che giunte mi sono strazianti come carezze dalle tue mani, non si sono susseguiti. Viceversa aggrumati, sommati l’uno all’altro e benché pochi, mi hanno svelato il senso del loro corso più convinto. Fino a che questa manovra, col suo lento dipanarsi di parabola dal costrutto pertinente e obbligatorio, stanotte ha prodotto il risultato che è la vita mia di oggi, da oggi riformata.
Perciò, amore, dico che non sei tu alcuno dei versi miei diversi da quell’unico in cui il futuro impareggiabilmente adesso si dipinge e trasfigura. Avanti, là, nell’indefinito, il tempo del mio avvenire – che già conosce la risposta – per effetto di questa notte si sarà fermato a ricordare questa stessa e precisa notte e per quel ricordo non avrà potuto far altro che tornare indietro, fino a che mi ha raggiunto. Giunto a me stanotte, che ti avevo fra le braccia, quel mio tempo futuro mi ha interrogato se volessi per davvero anzitempo sapere. Ebbene, io ho voluto definitivamente sapere. Mi ha detto di guardare tra le mie braccia ed è proprio quel che ho fatto. Stanotte, dunque, io t’ho guardata, al sospirar del profluvio dell’esistere che tanto al presente in me naufraga quanto è in attesa, più avanti, che io giunga a farlo dolcemente mio. E ti ho vista donna, bellissima, vergine innamorata, limpidamente pura, in catene, a me devota, infinita, complice incolmabile, soddisfatta, serena, prossima e felice per davvero. Tra le mie braccia, amore, stanotte tu avevi ottant’anni.

 

All rights reserved © 2009 PsychoLand ~ visions of elsewhere

La bellezza dello sgorbio

Karate icon. Io sono Luca Valdesi (incipit)
Incomprensione (incipit)

Ravavindrano (incipit)
L'elezioni

Selene, Maria

Il ricordo di Jezabel Khan
All'ultimo momento
Madonna nuda
Il ramo e la finestra
4'54"
Due farfalle
Uno scritto al suo scrittore
AnemoNero
Pannone
Il graffio parlante
Alcune considerazioni sulla bellezza dello sgorbio
Papà a Natale
Il Re puntino
Lettera elementale n. zero
Lettera elementale n. uno
Lettera elementale n. due
Lettera elementale n. tre
Lettera elementale n. quattro
Lettera elementale n. cinque
Paranoid lunch
L'Inganno di Becky
Il Zero
La valigia
Arancia
33
Non si lamenta
In farmacia
A memoria supponente (Hommage à César Franck)
Nell'officina del maglio a vapore
Inedia?
Buona notte, Caos
Rovinosa mente
Costruisci una frase usando il verbo amare
e poi fai l’analisi illogica

Grandi manovre (Campus)
Appuntamento
Lettera a Sir Joe
Un momento di solitudine
Puff! e l'onomatopea. Storia di un uomo che disparve
Michele della miniera
Dialogo tra la mia Mano Destra e la mia Mano Sinistra
Anne
Edificazione d’un hysteron proteron
su un fazzoletto di flora intestinale.
Il pensiero arcuato

Lettera a mio padre
Alla castellana
Per l'ultima volta un cane, un pollo, il caso e la luna. Lettera ad una scrittrice
Appunti sul suicidio di un entomologo algerino residente all'estero
Shinkansen Majorana

 
 

L'epistolario delle lettere elementali raccoglie messaggi che lo scrittore indirizza a destinatari non pubblicamente svelati.

Ogni lettera elementale contiene la sintesi del trasporto passionale dello scrittore per chi (o cosa), anche per il solo fatto di esistere, esprima nel bene o nel male un valore assoluto, con la forza e l'esclusività propria degli elementi essenziali.

Il riconoscimento dell'equivalenza del destinatario ad una delle sostanze semplici di cui è composto l'autore, coincide, ove possibile, con la consegna della lettera nelle mani del ricevente, altrimenti con l'atto stesso della scrittura.

[L'aggettivo elementale, nato nell'ambito teosofico, indica la peculiare caratteristica di una creatura costituita da uno solo dei quattro elementi (acqua, aria, terra e fuoco). Fonte: Wikipedia, l'enciclopedia libera].